Distantanee

Senza – Sin

Senza – Senza. Senza idee. Senza soldi. Senza personalità. Senza di te. Senza bagaglio. Piove e sono senza ombrello. Senzazionale. Senza piombo. Senza calorie. Senza sale. Senza parole. Senza senso. Senza sesso (da parecchio tempo). Senza sentenza. Senza documenti. Illegale. Senzadìo, senzapatria e senzatetto. Senza precedenti. Senza paragone. Senza speranza. Senza di te e senza anestesia. Senza tregua. Senza modo. Senza dubbio. Senz’altro. Senza di te. Senza di te quando “te” ha nome e cognome. Senza di te quando te è qualsiasi persona. Senza scrupoli. Senza malizia. Senza religione. Senza senze. Insenziente. Senza di te. Per gli inglesi è peggio essere senza tè. Senza fine. (D-istantanee)

Sin – Sin. Sin ideas. Sin dinero. Sin personalidad. Sin ti. Sin equipaje. Llueve y sueño sin paraguas. Sinsacional. Sin plomo. Sin calorías. Sin sal. Sin gas. Sin cafeína. Sin palabras. Sin sentido. Sin sexo (desde hace un montón). Sin sentencia. Sin documentos. Ilegal. Sin dios, sin patria, sintecho. Sin precedentes. Sin parangón. Sin esperanza. Sin ti y sin anestesia. Sin tregua. Sin modo. Sin duda. Sin ti. Sin ti cuando “ti” tiene nombre y apellidos. Sin ti cuando tú es cualquier persona. Sin escrúpulos. Sin malicia. Sin religión. Sin sin. Insinsiente. Insensato. Sin ti. Para los ingleses es peor estar sin té. Sin fin. (D-istantáneas)

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Rubinetto – Grifo

Rubinetto – Goccia. Goccia. Goccia. Le gocce d’acqua superano la Finlandia e la Nuova Zelanda nel numero annuale di suicidi. Causa sconosciuta, dicono sottovoce i sociologi. Negli Stati Uniti scelgono il ponte del Golden Gate. In Italia, il rubinetto di casa Durer. Goccia. Goccia. Goccia. Tutta la notte. Si precipitano nel lavandino della cucina: un acquario che alberga ogni specie di piatto, bicchiere ed utensile da cucina. Gli utensili si moltiplicano nel lavandino di Sodoma e Godurer. La mattina. Bisogna lavare i piatti. Detersivo sulla spugna. Apro il rubinetto. Guardo il lavandino pieno d’acqua e le mie mani fanno un doppio salto verso l’acqua. Fortunatamente, non ci sono ancora dei piranha. Ripeto: ancora. Goccia. Goccia. Goccia.

Grifo – Gota. Gota. Gota. Las gotas de agua superan a Finlandia y a Nueva Zelanda en el número anual de suicidios. Causa desconocida, dicen los sociólogos en voz baja. En los Estados Unidos eligen el puente del Golden Gate. En Italia, el grifo de la Casa Durer. Gota. Gota. Gota. Toda la noche. Se precipitan en el fregadero de la cocina. Un acuario que alberga toda especie de plato, vaso y utensilio de cocina. Los cacharros se multiplican en el fregadero de Sodoma y Godurer. Llega la mañana. Alguien tiene que lavar los platos. Detergente en la esponja. Abro el grifo. Miro el fregadero lleno de agua  y mis manos acometen un doble salto sobre el agua. Afortunadamente, todavía no hay pirañas. Repito: todavía. Gota. Gota. Gota.

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Pubblicità – Publicidad

Pubblicità – Umberto Galimberti dice che l’origine della parola pubblicità è la donna pubblica. La prostituta. Io faccio fatica a crederci. Forse la parola pubicità. Io sono un uomo pubico. Faccio la danza della pioggia intorno al pube. La pubblicità è la poesia prostituita. Cosa c’è di meglio? Cogito virgo rosas. La bellezza alla portata di tutti. La pubblicità è un gioco d’azzardo. Vado all’agenzia ippica e punto tutti i miei soldi sul rosso. Ridono tutti. Mi dicono che non è la roulette, che là corrono i cavalli. Punto sul cavallo più lento, più vecchio, più brutto… come farebbero gli inseguitori dell’economia del nobile pensiero. Ridono ancora. E se vince?, gli domando. Non vince. Nel frattempo, la ragazza con occhi da pazza che annuncia, seminuda, intimissimi batte i marciapiedi di tutta la città. Preghiera e manifesto di un tempo di siccità. Continuo a danzare. (D-istantanee)

Publicidad – Umberto Galimberti dice que el origen de la palabra publicidad es la mujer pública. La prostituta. A mí me cuesta creerlo. Tal vez la palabra pubicidad. Yo soy un hombre púbico. ¿Me pueden ofrecer algo mejor? Cogito virgo rosas. La belleza al alcance de todos. La publicidad es un juego de azar. Voy al hipódromo y apuesto todo mi dinero al rojo. Se ríen todos. Me dicen que eso no es la ruleta, que allí corren los caballos. Apuesto al caballo más lento, más viejo, más feo… como harían los seguidores de la economía del pensamiento noble. Se vuelven a reír. ¿Y si gana?, les pregunto. No gana. Mientras tanto, la muchacha con los ojos de loca que anuncia, semidesnuda, intimisssimi callejea por las aceras de toda la ciudad. Plegaria y manifiesto de un tiempo de sequía. Sigo bailando. (D-istantáneas)

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Pasta

Pasta – Sex, drugs & rock’n’roll.  Fig@, canna e tarantella. Ma prima di tutto, sopratutto e sotto tutto, il famoso mistero della santissima trinità: Grano, acqua e sale. Pasta. E poi, fettuccine, tagliatelle, taglierini, linguine, zite, maccheroni, bucatini, spaghetti, capellini, rigatoni, tortiglioni, sedani, penne, fusilli, maltagliati, chifferi, farfalle, lumache, ruote, conchiglie, gnocchi, tortellini, ravioli, lancette, stelline, quadretti, cappelletti, agnolotti, lasagne,… Gli europei avevano tutti e tre gli ingredienti però non avevano pensato alla pasta. Fù Marco Polo, il primo spacciatore, chi portò la pasta in Europa. L’eroe di Venezia venne dalla Cina con i due ingredienti per cominciare e per soffocare qualsiasi rivoluzione: pasta e polvere. Gli bastò una borsa, piccola e leggera, per portare tutte e due. Polvere: Carbone, salnitro e zolfo.

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Monologo – Monólogo

Monologo – Andammo al teatro. Una sera, due macchine, tre monologhi, quattro caffe zuccherati e cinque pezzi di formaggio (inclusi nel prezzo), sei ragazzi nel gruppo, partimmo da Durer alle sette, otto persone, lo spettacolo cominciò alle nove, dieci euro per biglietto. Tutti (spero) abbiamo una voce all’interno che ci parla sempre. Monologhi. Ci ricorda le nostre paure e le canzoni della nostra infanzia. Conta le pecore per aiutarci a dormire e conta i nostri problemi per darci fastidio. Una sera, due macchine, tre monologhi,… Ci conta e ci racconta il mondo. Il grande fratello ha creato il cellulare per avere la nostra voce fuori della testa. Facilmente controllabile. Facilmente registrabile. Monologhi con la luna e le stelle incollate al cielo nero. Se un giorno, la tua voce, il tuo monologo diventa dialogo, conversazione tra due, tre, quattro voci, spegni la tivu e vai dal farmacista più vicino. Mondo-valium. Monologo. (D-istantanee)

Monólogo – Fuimos al teatro. Una tarde, dos coches, tres monólogos, cuatro cafés azucarados y cinco trozos de queso (incluidos en el precio), seis muchachos en el grupo, salimos de Durer a las siete, ocho personas, el espectáculo comenzó a las nueve, y fueron diez euros cada entrada. Todos (espero) tenemos una voz interna que nos está hablando constantemente. Monólogos. Nos recuerda nuestros miedos y las canciones de nuestra infancia. Cuenta ovejas para ayudarnos a dormir y nos cuenta nuestros problemas para fastidiarnos. Una tarde, dos coches, tres monólogos,… Nos cuenta y nos recuenta el mundo. El gran hermano ha inventado el teléfono móvil para sacarnos esas voces de la cabeza. Para hacerlas fácilmente controlables. Fácilmente grabables. Monólogos con la luna y con las estrellas pegadas al cielo negro. Si un día, tu voz, tu monólogo, se convierte en un diálogo, en conversaciones entre dos, tres o cuatro voces, apaga la tele y ve al farmacéutico más cercano. Mundo-Valium. Monólogo. (D-istantáneas)

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Ferragosto – La virgen de agosto

Ferragosto – Ferragosto. Ferie d’agosto. Comincio a capire come mi sentivo ieri e un raggio d’ottimismo caustico mi fa credere che magari domani capirò come mi sento oggi. Buttai la bottiglia di esseoesse da un’altra isola affinché non potessero trovarmi. Pasta. Ananas. Due caffe. Un’altra dose di scacchi endovenoso. Qualcuno cerca di comparare la mossa del cavallo con i passi di un ubriaco. Qualsiasi ubriaco. Come se tutti gli ubriachi dessero passi sbagliati. Ah!, la vita sarebbe perfetta se le potessi mettere Nesquick come faccio nel mio bicchiere di latte. (D-istantanee)

La virgen de agosto – La virgen de agosto. La fiesta de agosto. Comienzo a entender cómo me sentía ayer y un rayo de optimismo me hace pensar que tal vez mañana entenderé cómo me siento hoy. Arrojé la botella del eseoese desde otra isla para que no pudieran encontrarme. Pasta. Piña. Dos cafés. Otra dosis de ajedrez intravenoso. Alguien intenta comparar el movimiento del caballo con la forma de caminar de un borracho. De cualquier borracho. Como si todos los borrachos caminaran haciendo eses (tal vez escriban eseoeses con su caminar). ¡Ah! la vida sería perfecta si le pudiera poner Nesquick como hago en mi vaso de leche. (D-istantáneas)

 

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Felicità – Felicidad

Felicità – Sono andato dal dottore. Colesterolo alto, pressione sanguigna normale, felicità bassa. “Si compri una macchina nuova,” mi consiglia, “una villa in montagna, una giacca, qualcosa. Dobbiamo migliorare il suo indice di felicità. Nel frattempo, mangi una tavoletta di cioccolato dopo ogni pranzo.” “Una macchina, una giacca. Non ho i soldi,” dico. “Ma, c’è la carta di credito, c’è il mutuo…” In farmacia, compro il felicimetro. Devo portarlo sempre con me, vicino all’orologio. Ieri, ho avuto una massima del 57% e una minima del 14%. Il dottore dice che no, che non migliora la situazione. Dopo alcuni mesi, il felicimetro ti da le statistiche e può predire la tua felicità per il giorno dopo. Ho raddoppiato la dose di cioccolato. Mi metto spesso in vasca con acqua calda. Cerco di rilassarmi. Tante volte, dopo due ore in vasca, mi sembra di non esserci più, di non esistere, di non essere mai esistito. La polizia troverà un felicimetro sul lavandino, vicino allo spazzolino da denti. (D-istantanee)

Felicidad – He ido al médico. Colesterol alto, tensión normal, felicidad baja. “Cómprese un coche nuevo,” me aconseja, “una casita en la montaña, una chaqueta, algo. Debemos mejorar su índice de felicidad. Mientras tanto, tómese una tableta de chocolate después de cada comida.” ” Un coche, una chaqueta. No tengo ni un euro,” le digo. ” Pero, existen tarjetas de crédito, para algo están las hipotecas…” En la farmacia, me compro el felicímetro. Debo llevarlo siempre conmigo, junto al reloj. Ayer tuve una máxima del 57% y una mínima del 14%. El médico me dice que no, que no mejoran las cosas. Después de unos meses el felicímetro te proporciona las estadísticas y puede predecir tu felicidad para el día siguiente. He doblado las dosis de chocolate. Me doy baños de agua caliente a menudo. Creo que me relajan. En muchas ocasiones, después de dos horas en la bañera, me da la sensación de que ya no estoy allí, de que no existo, de que no he existido nunca. La policía encontrará un felicímetro encima del lavabo, junto al cepillo de dientes. (D-istantáneas)